Dell’Isola D’Elba, affascinante per la bellezza delle coste e per la limpidezza del suo mare, l’Aleatico è il vino simbolo, anche se la Doc è storia recente e sofferta. Il vitigno è conosciuto sin dal ‘300, quando la parola “Livatica” compare in uno scritto dell’agronomo bolognese Pier de’ Crescenzi. Molto apprezzato da Napoleone, è un vino di lusso, sostituito con il tempo da un prodotto che dell’”Aleatico” conserva solo il nome, a favore di importazioni di dolci e passiti dal Continente. Negli anni Settanta la svolta. L’intuizione di rilanciare il pregiato nettare locale è del signor Plavio Rocchi che coinvolge nell’impresa tutta la famiglia, compreso il genero Gianmario, che fa il perito elettronico e si occupa di tutt’altro. Nasce così l’Azienda “Terre del Granito”, che oggi produce 6000 bottiglie annue di altissima qualità, più altre 2000 di Aleatico Selezione, ricavato da una piccola vigna a 400 metri sul livello del mare, caratterizzata da un terreno sabbioso ed esposta a forti escursioni termiche. Classificato dalla Guida Veronelli tra i primi sessanta Aleatici d’Italia, il vino “Terre del Granito” aspetta i suoi appassionati al prossimo Vinitaly, dove sicuramente non sfigurerà. Per continuare a raccontarci la sua storia.